L’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, assieme al Ministero per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, ha organizzato martedì 13 gennaio, nella sua sede di Palazzo Borromeo a Roma, un evento pubblico per favorire l’internazionalizzazione del dibattito sulla pratica della maternità surrogata e accrescere la consapevolezza sulle sue implicazioni etiche, giuridiche e sociali.
Dopo i saluti introduttivi dell’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Di Nitto, e del Decano del Corpo Diplomatico presso la Santa Sede, l’Ambasciatore di Cipro, Poulides, sono intervenuti: il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, On. Roccella, il Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali della Santa Sede, S.E. Mons. Gallagher. Il dibattito è stato moderato dalla giornalista Lemma.
S.E. Mons. Gallagher ha illustrato la posizione della Santa Sede di rifiuto della maternità surrogata, che – come di recente affermato da Papa Leone XIV – trasformando “la gestazione in un servizio negoziabile, viola la dignità sia del bambino ridotto a “prodotto”, sia della madre, strumentalizzandone il corpo e il processo generativo”. Il rappresentante pontificio ha inoltre ricordato la richiesta di Papa Francesco di bandire la maternità surrogata su scala internazionale.
Tale proposta è stata raccolta dal Ministro Roccella, che ha sottolineato come la maternità surrogata non sia una pratica altruistica o solidaristica, ma una forma di sfruttamento e di violenza contro le donne, come anche riconosciuto in ambito ONU. L’Italia – ha rimarcato il Ministro Roccella – intende continuare a lavorare a livello internazionale per ampliare il consenso sul bando internazionale della maternità surrogata.
L’evento svoltosi a Palazzo Borromeo si inserisce nell’azione di sensibilizzazione svolta congiuntamente da Italia e Santa Sede in seno alle Nazioni Unite sulla maternità surrogata e segue precedenti eventi organizzati a New York e Ginevra.