Il giorno 21 luglio 2021, presso Palazzo Borromeo, si è tenuta la presentazione del libro di Monsignor Dario Edoardo Viganò “Lo sguardo: porta del cuore. Il Neorealismo tra memoria e attualità”, che presenta al suo interno un’intervista a Papa Francesco sul cinema.
Durante l’evento sono intervenuti: lo sceneggiatore e regista Francesco Bruni; il Direttore dell’Archivio Storico dell’Istituto Luce Enrico Bufalini; l’attrice Violante Placido (con un videomessaggio); il Direttore della Direzione Teche Paola Sciommeri; il docente di “Visual Storytelling” presso l’Università Telematica Internazionale Uninettuno Gianluca della Maggiore; il professore ordinario di Cinema presso l’Università Internazionale Uninettuno e docente del Master Media and Entertainment alla Luiss Business School Dario Viganò.
L’Ambasciatore Sebastiani ha aperto l’evento affermando che il neorealismo, corrente letteraria e cinematografica trattata nel libro di Monsignor Viganò, ha rappresentato una stagione d’oro del cinema italiano, i cui stilemi sono ancora ripresi nel Nord e nel Sud del mondo da molte cinematografie. L’Ambasciatore ha inoltre evidenziato come il cinema neorealista sia stato definito dallo stesso Papa Francesco come una “catechesi di umanità” o “scuola di umanesimo”, poiché può aiutare a guardare, come dice appunto il titolo del libro, con la “porta del cuore”.
Francesco Bruni, nel suo intervento, ha fatto riferimento ad un passo del libro in cui Papa Francesco ha affermato che i media digitali possono esporre a rischio di dipendenza e possono ostacolare le relazioni umane autentiche. Riferendosi poi alla perdita nei rapporti umani causata dalla pandemia, il regista si è soffermato sul concetto di sguardo, che rappresenta, appunto, la porta del cuore.
Enrico Bufalini ha sottolineato che il Papa è sempre stato affascinato dal cinema neorealista grazie al valore pedagogico che questo assume: il cinema diventa oggetto di insegnamento e tiene vivo un bagaglio di valori generando una memoria collettiva.
Violante Placido ha affermato che il cinema è in grado di trasportarci in luoghi lontani e vicini ribaltando il nostro punto di vista o facendoci sentire meno soli. Infine, l’attrice ha ribadito che il cinema spesso permette di metterci in discussione e farci crescere, diventando esseri umani migliori.
Paola Sciommeri si è focalizzata sull’importanza che il Papa attribuisce nel libro alle fonti audiovisive e ha dichiarato che attraverso lo sguardo gli spettatori riescono a cogliere dei dettagli particolari, spesso ignoti anche agli attori e agli autori stessi.
Gianluca della Maggiore ha affermato che l’intervista di Monsignor Viganò al Papa, interamente incentrata sul cinema, rappresenta un unicum in quanto, per la prima volta, il cinema stesso viene descritto come un soggetto in sè, non legato strettamente ad un messaggio pastorale o progetto culturale, ma colto nella sua pienezza come una forma autentica di cultura e di arte.
(Photo credit: Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede)

