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XXI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo: presentazione del libro “La Chiesa e l’italiano: un cammino nel tempo e nel mondo”, a cura di Rita Librandi (ed. Il Mulino).

Su invito dell’Ambasciatore d’Italia Pietro Sebastiani si è svolta il 19 ottobre a Palazzo Borromeo, nell’ambito della XXI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, la presentazione del libro “La Chiesa e l’italiano: un cammino nel tempo e nel mondo”, a cura di Rita Librandi (ed. Il Mulino).

Si tratta di un volume realizzato su iniziativa di questa Ambasciata con un contributo della Direzione Generale del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e che nasce dall’intenzione di avviare nuove riflessioni sui tanti modi in cui la Chiesa cattolica, tramite la Curia, l’Accademia pontificia ed i Nunzi, le Università pontificie, gli ordini e istituti religiosi ed i tanti movimenti laicali, è riuscita a mantenere ben vivo il ruolo di ambasciatrice dell’italiano anche in tempi più recenti.

Nel suo saluto di apertura, l’Ambasciatore Pietro Sebastiani ha ringraziato gli autori Edoardo Buroni, Michele Colombo, Francesco De Toni, Francesco Pierno, Giuseppe Polimeni e il Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, il Cardinale Gianfranco Ravasi, autore della postfazione del libro. Soffermandosi poi sull’importanza di presentare questo libro a Palazzo Borromeo, l’Ambasciatore ha spiegato che fu lo stesso San Carlo Borromeo – ex-proprietario del palazzo che è ora sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede – a “porsi nel Cinquecento la questione della lingua della predicazione, cioè della comunicabilità allo stesso tempo accompagnata dal decoro della retorica”. Nella presentazione del volume, realizzato in concomitanza con il settimo centenario della morte di Dante, l’Ambasciatore ha dichiarato che “l’italiano è la lingua veicolare di molte nicchie di grandissimo valore: l’Opera, la musica, l’archeologia, la gastronomia…” e che viene diffusa nel mondo dal Santo Padre durante i suoi viaggi all’estero, ricordando come persino a Ur dei Caldei, il punto centrale della religione del Libro, il Pontefice parlò in italiano.

L’Ambasciatore Ettore Francesco Sequi, Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha affermato nel suo intervento che, grazie alla rete degli Istituti di Cultura all’estero, ma non solo, è stata celebrata con oltre 500 eventi in tutto il mondo la figura di Dante, Padre della Lingua italiana e uno dei massimi esempi del legame tra la Chiesa universale e la cultura italiana. Il Segretario Generale ha inoltre evidenziato il “legame indissolubile tra la lingua italiana, Roma e il Pontefice” e ha sottolineato in particolare che “l’attività di diffusione della lingua italiana coinvolge anche comunità ben più remote del pianeta grazie all’opera di tante missionarie di tanti missionari in molti casi italiani o comunque italofoni”, facendo riferimento alla Conferenza dei missionari italiani nel mondo che si svolgerà alla Farnesina il 28 ottobre. Soffermandosi infine sul rapporto tra la diplomazia italiana e la diplomazia vaticana, l’Ambasciatore Sequi ha messo in rilievo il “rispetto reciproco e profondo” e la “forte volontà di collaborazione”, in un “legame rafforzato proprio dall’utilizzo della lingua italiana”. Tra gli esempi di tale collaborazione è stato citato proprio l’evento “Faith and Science: Towards COP26” alla cui organizzazione ha contribuito attivamente questa Ambasciata.

Oltre alla curatrice Rita Librandi, docente di Linguistica italiana e Storia della lingua italiana all’Università di Napoli “L’Orientale”, sono intervenuti Claudio Marazzini, Presidente dell’Accademia della Crusca, e Mons. Dario Edoardo Viganò, Vice Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. La moderazione è stata affidata a Franca Giansoldati, vaticanista de “Il Messaggero”.

È possibile vedere la registrazione dell’evento cliccando qui.

 

Photo credit: Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede

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