Giovedì 23 settembre 2021, in occasione dei vent’anni dalla pubblicazione della Lettera circolare sulla funzione pastorale dei Musei Ecclesiastici della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa (29 giugno 2001), si è svolto a Palazzo Borromeo il convegno “I Musei ecclesiastici testimoni di futuro” organizzato con la Pontificia Università Gregoriana. L’iniziativa è stata inoltre promossa dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), dal Pontificio Consiglio della Cultura, dalla Pontificia Università Gregoriana – Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa – Dipartimento dei Beni Culturali della Chiesa e dall’Associazione Musei Ecclesiastici Italiani.
Tra i partecipanti al convegno si annoverano: il Cardinal Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI; Don Fabrizio Capanni, del Pontificio Consiglio della Cultura; Prof.ssa Maria Isabel Roque, docente presso l’Università Europea e l’Università Cattolica di Lisbona; il Prof. Ottavio Bucarelli e la Prof.ssa Ilaria Fiumi Sermattei della Pontificia Università Gregoriana; Giovanni Gardini, Presidente dell’AMEI; Prof. Giampaolo D’Andrea, Consigliere del Ministero della Cultura.
L’Ambasciatore Sebastiani ha fatto riferimento nel suo saluto introduttivo alla Lettera circolare sulla funzione pastorale dei Musei Ecclesiastici e alla consapevolezza che un’enorme percentuale del patrimonio italiano sia ricollegabile alla Chiesa e ai beni ecclesiastici.
È stato spesso ripetuto nel corso del convegno come la Lettera circolare in questione abbia dato il via alla realizzazione di una convergenza non solo tecnica ma soprattutto culturale sul tema della necessità di un equilibrato rapporto tra valorizzazione pastorale, tutela giuridica e conservazione materiale del territorio. Sotto questa prospettiva, i musei vengono descritti, come evidenziato dal Card. Ravasi, come “straordinarie casseforti dalle quali possiamo estrarre in qualsiasi momento delle ricchezze inestimabili” da saper valorizzare, immaginare e progettare con coraggio al fine di renderli nuovamente crocevia di dialogo con la società contemporanea per l’organizzazione di eventi e attività didattiche.
I musei vengono inoltre presentati non solo come strumenti di evangelizzazione, conservazione e promozione culturale, ma anche come luoghi in cui si documenta l’evolversi della vita culturale e religiosa.
A tal proposito, nel corso del dialogo, Mons. Russo ha sollevato la necessità di una maggior formazione degli operatori dei beni culturali affinché i musei rimangano in vigile ascolto e dialogo con la mutevole società e divengano così non solo capaci di raccontare quella che è la storia della Chiesa, ma rendano possibile la creazione di un ponte tra contemporaneità e gloriosa tradizione.
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